Il segreto della scrittura semplice di Charles Bukowski

Charles Bukowski non è stato soltanto uno dei più grandi scrittori di narrativa americana della seconda metà del 20° secolo. Charles Bukowski era prima di tutto un tipo tosto che non si vergognava a parlare di alcool, sesso e donne che le sue opere fossero poesie, racconti o romanzi ed era anche uno di quelli che credeva nel potere ansiolitico della scrittura perché scrivere lo faceva stare meglio. C’era anche dell’altro però.

Charles Bukowski amava scrivere e scriveva tanto: le sue pubblicazioni ammontano a più di sessanta! Tutto era per lui fonte d’ispirazione ma soprattutto l’ambiente sociale, culturale ed economico della sua città, Los Angeles, e la vita ordinaria degli americani di cui raccontava la povertà, le contraddizioni, l’ipocrisia. I suoi libri sono la prova di un generoso, incredibilmente imperfetto, genio creativo che amava la vita, a modo suo.

Eppure, quando cercherà di farsi spazio nel mondo della letteratura le cose non andranno proprio come si aspettava e, ormai rassegnato al fatto che i suoi scritti non venivano degnati di nessuna attenzione, aveva persino abbandonato l’idea di fare lo scrittore. I suoi sogni e le sue speranze erano velocemente andate in frantumi, trascinandolo verso una vita fatta di eccessi e solitudine di cui parlerà continuamente nelle sue opere.

In realtà, nelle sue opere c’è anche tanta immaginazione ed il primo ad ammetterlo è lo stesso Bukowski che, intanto, aveva ottenuto (e malvolentieri aveva deciso di accettare) un impiego all’ufficio postale. Tuttavia, appena intravista l’opportunità di tornare alla scrittura e al suo sogno di diventare scrittore (sogno a cui non si era mai rassegnato veramente), non se l’era lasciata scappare.

Avevo solo due alternative: restare all’ufficio postale e impazzire… o andarmene e giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame“, scrisse poi in una lettera con il suo solito sarcasmo. Insomma, Bukowski la scrittura ce l’aveva dentro. Sarà anche stato un ubriacone ma un di certo un ubriacone dal cuore grande che della scrittura aveva fatto la sua più fedele “compagna”.

Accanto all’alcool, alle donne e oltre alla sua vita sregolata, infatti, c’era sempre la scrittura, sua più grande passione che svolgeva con incredibile puntualità. E questo è stato uno dei suoi maggiori punto di forza: la costanza nello scrivere. Così che anche quando la critica e le case editrici gli voltavano le spalle, trovava sempre un pubblico pronto a leggerlo, ed apprezzare le sue opere e ad immedesimarsi in quelle sue storie folli.

Ma c’è un’altra cosa che pochi sanno di lui. Bukowski aveva un segreto e questo segreto lo ha reso famoso, gli ha fatto guadagnare consensi di pubblico e di editori, un segreto che aveva reso la sua scrittura immortale, un segreto che questa sua frase riassume perfettamente: “La verità profonda per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità“.

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