Scrittura manuale tra corsivo e stampatello

La scrittura manuale ha origini molto antiche e di strumenti di scrittura, dall’inchiostro e il calamaio in poi, se ne sono visti tanti. Oggi saper scrivere inizia dal saper impugnare la penna, abilità per  niente scontata, diversamente da quello che si potrebbe pensare.

Soprattutto se l’obiettivo è, come vedremo, quello di avere una buona calligrafia e, quindi, un buon corsivo, imparare fin da subito a tenere in mano la penna in modo corretto è fondamentale per disegnare e scrivere bene, senza affaticarsi. Nella maggior parte dei casi, però, questo non succede.

Durante i primi anni di scuola non vengono forniti sufficienti strumenti per imparare a scrivere correttamente e quasi metà degli studenti delle superiori si ritrovano ad usare indistintamente stampatello maiuscolo e minuscolo. Ma qual è la differenza tra maiuscolo e minuscolo e perché è importante saper scrivere in corsivo? Semplice.

Il maiuscolo è un carattere caratterizzato da linee verticali, orizzontali, inclinate, aperte o chiuse (A B C D E F G) mentre nel minuscolo le lettere sono composte unicamente da aste E cerchi (a b c d e f g h). Quanto al corsivo ci sarebbe molto da dire dato che questa forma di scrittura manuale è considerata la più evoluta e più fluida, oltre che la più personale.

La scrittura a mano in corsivo è, infatti, essendo più personalizzabile, intimamente legata alla personalità e alla modalità di espressione della persona con un’altra caratteristica peculiare che la differenzia dallo stampatello: nel corsivo non è necessario sollevare la penna perché ogni lettera è legata a quella successiva e questo la rende particolarmente amata da chi deve prendere appunti e scrivere velocemente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *