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Psicologia dei font: 4 scelte di carattere

La psicologia dei font è alla base della comunicazione visiva, uno step fondamentale per renderla efficace e pulita. Quante volte ci siamo trovati di fronte a una “scelta di carattere”? Beh, se non tutti, quasi tutti. E quante volte abbiamo scelto un font totalmente inappropriato basandoci soltanto sulla bellezza e non sul tipo di messaggio da trasmettere?

Diciamoci la verità, a volte abbiamo esagerato, a volte abbiamo racimolato figuracce, a volte ce la siamo cavata. Ma cavarsela non basta. Capire che messaggio vogliamo trasmettere e come trasmetterlo è strettamente legato alla psicologia dei font. Lo sapevate che i font sono classificati in diversi gruppi? No? Ve ne suggeriamo noi quattro. Eccoli:

1. Serif

Al primo gruppo appartiene un carattere che sicuramente vi sarà capitato di usare: il Times New Roman. Ciò che contraddistingue questi font sono le cosiddette “grazie”, allungamenti ortogonali sia nella parte alta che nella parte bassa delle lettere, che vengono aiutate così a bilanciarsi e a collegarsi l’una all’altra. Il suo utilizzo è richiesto nei testi lunghi per  favorire una migliore leggiblità. Del Serif fanno parte dei sottogruppi: Roman, New Roman, Classic Roman e il Round Serif che si distinguono per lo spessore delle linee e le forme delle grazie.

2. San-Serif

Veniamo al secondo gruppo San – Serif. Il font più popolare è Helvetica e viene utilizzato in ogni tipo di testo. Si distingue dal precedente perché la fine delle linee è secca, senza grazie e lo spessore è lo stesso. Eccezione fatta per i sottogruppi Gothic, con spessore sottile nella parte curva delle lettere, e il Single Line San Serif che non presenta differenza di spessore, ed utilizzato nei titoli per renderli leggibili da lontano.

3. Hand Writing

Il terzo gruppo dell’Hand Writing presenta altrettante categorie: Script, Cursive, Text, Calligraphic. Sembrano essere scritti a mano e la lettura è difficoltosa ed impegnativa se tutte le lettere sono maiuscole. Il font Script è molto elegante e viene utilizzato per inviti speciali con un testo minimo. Il Cursive sembra piegare verso destra, come a voler collegare le letture l’una all’altra. Il font Text, invece, è stato il primo ad essere utilizzato da Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili. Viene scelto per la stesura dei certifcati e diplomi. Il Calligraphic è un tipo di carattere molto elegante, enfatizzato nelle linee ed utilizzato per inviti e pubblicità eleganti.

4. Decorative

L’ultimo, ma non meno importante, è il Decorative. Questo gruppo di font non viene utilizzato per testi, ma soprattutto per la lavori di grafica e scopi decorativi.

Pensate di aver individuato il font giusto per dare “carattere” alla vostra prossima relazione di lavoro? State già pensando a come rendere eleganti i vostri inviti per la festa di compleanno dell’anno? Perfetto! Ma non dimenticate che il contenuto del vostro messaggio non deve essere come un pigiamone a righe con tacco 18. Un po’ scomodo e con le idee poco chiare, non trovate?

Comunicare è trasmettere conoscenza, e la scrittura fatta di parole, caratteri, simboli, virgole, spazi bianchi, è come il suo braccio destro. La psicologia dei font serve a rendere il contenuto efficace e anche a rendervi la vita meno complicata.

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