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Netiquette: il galateo delle email tra freelance e clienti

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Dopo l’ennesima mancanza di netiquette nello scambio di email, è arrivato il momento di tornare a parlare del nostro caro vecchio galateo. Purtroppo, sempre più spesso, mi trovo ad assistere ad una parziale o totale mancanza di educazione nei confronti di tutti noi freelance che trascorriamo e, il più delle volte, sprechiamo il nostro tempo nella speranza di trovare nuovi clienti e nuovi lavori di cui occuparci.

Che dopo un colloquio conoscitivo, non scatti il feeling e il lavoro non sia confermato non c’è da meravigliarsi anche se ci sarebbe molto da parlare pure di alcune dinamiche messe in atto da molti clienti perditempo. Tuttavia, ciò non dovrebbe avere niente a che fare con le regole basilari del galateo che mirano principalmente al mantenimento di un rapporto educato e civile tra le parti, a prescindere dagli interessi e scopi finali.

A fronte della disponibilità e gentilezza del freelance, invece, molte volte ci si ritrova a dover fare i conti con clienti scortesi che, nonostante si considerino, esperti e navigati nella loro attività sul web, raramente sanno comportarsi correttamente nei rapporti che intrattengono online con i propri collaboratori. Perché se c’è una cosa che trovo svilente per un freelance che ha dedicato tempo e ha dimostrato cortesia, è lasciarlo in attesa di una risposta che non arriva quasi mai.

Eppure il punto 4 de I comandamenti dell’e-mail parla chiaro e invita a: “Rispondere sempre alle email, se non altro per dare la conferma al mittente di presa visione“: La maggior parte dei clienti, invece, non risponde per niente, neanche a distanza di tempo e dietro sollecitazioni ma quando ha bisogno di lavori urgenti o di un aiuto in tempo reale, è capace di rintracciarti ovunque e si sente in diritto di farlo, di distoglierti da qualsiasi altra attività per dare ascolto alle sue esigenze, per soddisfare i suoi bisogni.

Ugualmente questa tipologia di clienti scompare al momento del pagamento del compenso pattuito e dovuto con una tale naturalezza da farci quasi sentire in torto nel chiamarlo e cercarlo per richiedere gentilmente la spettante retribuzione. Questo non è giusto. Non è giusto pretendere dagli altri il rispetto degli accordi quando siamo noi i primi a non saperli mantenere e non è giusto invadere lo spazio e sottrarre il tempo a qualcuno se poi non abbiamo la serietà per relazionarci in modo corretto.

Il galateo è importante nella vita reale come sul web e la netiquette dovrebbe essere il primo argomento di studio quando ci si avvicina ad Internet con l’intenzione di creare un’attività 2.0 perché sapersi comportare è alla base di tutto e se ci teniamo che le nostre competenze siamo apprezzate dobbiamo essere i primi a valorizzare quelle degli altri, mostrandoci quanto meno rispettosi nei loro confronti.

Rispondere ad una mail, dare o meno conferma di un preventivo, fornire le informazioni necessarie per permettere al freelance di farsi un’idea realistica del lavoro, evitare di perdersi in discussioni prolisse se le tariffe non rispondono al nostro budget e di assumere subito toni amichevoli per trattare sul prezzo, sono azioni che non rientrano solo nella netiquette e non serve un manuale per capire che si tratta semplicemente di buon senso.

Perché se è vero che non c’è una legge a tutelare queste regole, la legge della Rete può essere ugualmente dura e la generale disapprovazione da parte degli altri utenti può causare danni perenni alla vostra reputazione sul web e fuori dal web. Ne ho viste troppe di persone che hanno approfittato della mia gentilezza e sono stufa, quando la creiamo una black list definitiva dei cattivi comunicatori?

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