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Il lavoro del freelance non è così “free” come credi

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Tutti credono che i vantaggi di essere freelance siano molti di più rispetto agli svantaggi. Forse è vero: nessun altro lavoro può darti questa libertà e da alcune ricerche risulta che i freelance nel mondo siano addirittura più felici dei dipendenti. Non dimentichiamoci, però, che il lavoro del freelance è anche molto complesso e richiede impegno, determinazione e non sempre è così free come si potrebbe pensare.

Certo, a prima vista, è un mondo affascinante e comodo, invece, vi assicuro che, spesso, diventa difficile da gestire ed incompatibile con la vita privata, personale e sociale. È anche difficile spiegarlo, immaginiamoci farlo! Certo non avere un capo da sopportare ogni giorno è il sogno di molti ma la sensazione di libertà è illusoria dato che si finisce per avere non uno, ma 10, 20, 30 e più capi, contemporaneamente.

E più ce ne sono più bisogna considerarsi fortunati perché la prima difficoltà del lavoro del freelance è proprio riuscire ad avere sempre una buona mole di commissioni che non sono frutto di fortuna ma di estenuanti ricerche ed inevitabili contrattazioni. A questo punto, se tutto va bene, bisogna programmare il lavoro e, infine, mettersi l’anima in pace e iniziare a lavorare, cercando di consegnare nei tempi stabiliti.

Quando finalmente il lavoro è terminato e vorremmo tirare un respiro di sollievo, bisogna, poi, occuparsi della contabilità. Dopo un po’ di pratica il meccanismo diventa snello e veloce ma resta comunque un impegno in più e toglie tempo agli altri lavori che ti aspettano, se sei in un periodo fortunato o che devi trovare, se sei a corto di commissioni. A questo passaggio devi, infine, aggiungerci la parte relativa all’autopromozione. Ormai è diventato un mantra: per farsi conoscere bisogna essere presenti sul web!

Riuscirci è meno immediato ed imparerete a farlo con il tempo ma è necessario iniziare. Durante la mia attività ho capito fin da subito quanto lo scambio interpersonale fosse importante e, nonostante la mia giornata tipo da freelance scorra molto velocemente cerco, nel limite del possibile, di instaurare rapporti di collaborazione e, perché no, di amicizia sulla rete, rapporti che mi aiutino a crescere, a costruirmi una reputazione e a fidelizzare i lettori.

Ma torniamo al titolo dell’articolo: il lavoro del freelance non è così free come si crede e, quindi, se state pensando di diverventarlo, bisogna essere davvero convinti e preparati ad orari tutt’altro che liberi. Forse, in realtà, quello del freelance è un lavoro “libero” non perché non ha orari ma perché è senza orari: non si esaurisce al raggiungimento delle famose 8 ore ma, ahimè, di solito le supera abbondantemente.

Sei d’accordo con me o la pensi diversamente?

4 Comments

  1. Daniele Orlandi

    Bel pezzo Marianna, concetti apparentemente semplici ma quando poi devi spiegarli agli ‘altri’ il gioco si fa duro… :)

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  2. Concordo con l’intero articolo. È dal 2006 che opero come Freelance ed è tutt’altro che facile.
    Tuttavia la libertà per me è troppo importante e non mi sogno nemmeno di lavorare come dipendente nelle aziende, specialmente quelle italiane che per loro il dipendente è a tutti gli effetti uno schiavo con uno stipendio da fame.
    Ecco perché divento una furia selvaggia quando i clienti contestano il fatturato e non sanno nemmeno lo sbattimento che c’è dietro.

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    1. Ciao Valentino, hai proprio ragione.
      Infatti, uno dei motivi per cui rigetto l’idea del posto fisso non è tanto per il posto fisso in quanto tale ma per quello che rappresenta in Italia, uno strumento con cui i datori di lavoro tengono in pugno i lavoratori, con stipendi da fame, l’ansia di esser mandati via se le cose vanno male e con il rischio di trovarsi disoccupati dalla sera alla mattina. Ovviamente parlo di posto fisso nel privato perché nel pubblico sappiamo bene quale sia l’andazzo.

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