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Sì è vero siamo la categoria di lavoratori più svantaggiata di tutte, un esercito di partita iva sempre in lotta contro la precarietà eppure di vantaggi ad essere lavoratori freelance ne abbiamo rispetto ai dipendenti: il lavoro flessibile, la nostra piccola grande risorsa che, a detta delle statistiche, ci rende probabilmente i più felici e i meno stressati. Non vi sembra vero, eh?

Combattere ogni giorni tra clienti, preventivi, fatture e tasse, a volte, mette in secondo piano la fortuna di poter godere di un’ampia flessibilità sul lavoro che ci permette di gestirlo in modo più sereno e autonomo senza doversi preoccupare dei condizionamenti in cui incorre, invece, buona parte dei lavoratori in Italia e nel mondo.

Il lavoro flessibile, infatti, sembra essere diventato la soluzione più efficace per vincere una volta per tutte lo stress quotidiano. A dirlo, nero su bianco, è un rapporto pubblicato da Regus, una multinazionale che procura servizi di alloggio per uffici situati nei business centre di oltre 2000 locations in tutto il mondo.

Regus, forte della sua esperienza nella fornitura di soluzioni tradizionali e alternative adeguate per l’ambiente di lavoro, ha voluto evidenziare i vantaggi risultanti da un lavoro svolto in maniera flessibile, senza spazi e tempi prestabiliti, senza costrizioni insomma.Secondo questa ricerca, infatti, le cause principali dello stress “da ufficio” sono principalmente legate ad una routine quotidiana molto statica ed alla impossibilità di interrompere o variare le proprie mansioni o la propria sede di lavoro.

Da qui il tentativo di molti lavoratori dipendenti di diventare freelance e di molte aziende di creare un ambiente dove poter lavorare in modo non convenzionale con lo scopo di allentare la tensione causata dagli impegni lavorativi e dalla routine quotidiana e di alternare la presenza negli uffici principali al lavoro da remoto con orari più flessibili.

In Italia il 73% dei partecipanti al sondaggio sono convinti che poter lavorare da casa o in ambienti diversi dall’ufficio abituale può aiutare molto il lavoratore a recuperare le forze, la creatività e la voglia di fare. «Mentre si registra un aumento dello stress sul posto di lavoro – ha dichiarato Mauro Mordini, country manager di Regus in Italia – dovuto principalmente all’incertezza del futuro e a una combinazione di fattori in cui incidono le difficoltà tecnologiche e il dover stare seduti alla scrivania per molto tempo, il mondo del lavoro concorda sul fatto che poter svolgere la propria attività in modo agile e flessibile possa rappresentare una soluzione per migliorare la qualità della vita».

Resta inteso che i motivi di tanto accumulo di stress ogni giorno sono da ricercare anche altrove, principalmente nell’instabilità del posto di lavoro (30% contro il 15% della media globale), nelle tecnologie obsolete e inaffidabili (30%), nella carenza di personale e collaboratori (27%) ed, in ultimo ma non meno importante, nella mancanza di esercizio fisico e di cibi salutari per il 21% di tutti gli intervistati.

In Italia, sembrerà strano, ma la questione alimentare, tra le peggiori fonti di stress, è ritenuta dal 26% degli italiani meno importante rispetto alle altre, che vedono, invece, decisamente più pesante il continuo dividersi tra la vita privata e il lavoro e sono convinti che l’avvicinamento verso un tipo di lavoro flessibile possa riequilibrare la situazione. E tu cosa ne pensi?

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