Vita freelance

Lavorare come freelance: 5 consigli che dovresti seguire

A lavorare come freelance ci sono vantaggi e svantaggi con cui chi si appresta a fare questo lavoro si deve in qualche modo relazionare. Da una parte la c’è libertà professionale, quella che ti permette di autogestirti, dall’altra c’è l’insicurezza economica dei primi tempi ed, infine, le difficoltà di gestione e organizzative.

L’inesperienza è un altro ostacolo perché ci porta a commettere errori tipici di chi lavora in piena libertà e non deve rendere conto a nessuno. Abbiamo parlato di errori dovuti all’inesperienza, vediamo, dunque, quali possono essere questi errori.

1. Imponiti degli orari

Un esempio su tutti: Non avendo orari precisi rischiamo di prendercela molto comodo o di concederci delle pause troppo lunghe. In questo modo ci ritroveremo con lavoro accumulato e con il rischio di non riuscire a sbrigarlo. Essere freelance significa essere capo di te stesso ma dipendente di ogni cliente, quindi, io penso che per dimostrare la massima professionalità in questo lavoro bisogna darsi da subito delle regole ben precise. Ci sono da rispettare pause e orari e, in più, bisogna organizzare le strategie di vendita, trovare nuovi clienti. Insomma, un freelance non deve mai adagiarsi.

2. Programma le tue attività

L’ideale sarebbe tenere un’agenda online per la gestione delle ore di lavoro e per organizzare le attività, gli aggiornamenti, le risposte alle e-mail, secondo un programma prestabilito.Inoltre, bisogna elimina le distrazioni. Da dipendente, per esempio, non sarebbe possibile stare ore al telefono a parlare con amici e parenti o stare a perdere tempo su Facebook perché, di questo passo, si perde anche la concentrazione, a danni del progetto da portare a termine.

3. Stacca la spina ogni tanto

Inutile essere autonomi e poi lavorare tutto il giorno saltando pasti o andando a letto tardi… un lavoro così non ha alcun senso. Un freelance deve necessariamente staccare la spina e dedicare anche dei momenti a se stessi con una bella doccia, una pausa caffè, lettura, televisione, una passeggiata. Queste distrazioni ci portano tanta serenità e dopo saremo di sicuro più produttivi.

4. Non accettare qualsiasi lavoro

Inoltre, non bisogna necessariamente accettare ogni lavoro che ci viene offerto, si finirebbe peggio di un dipendente. Non abbiamo l’obbligo di accettare ogni offerta di lavoro, se non ci piace o se non è ben pagato ed è importante riuscire a valutare con attenzione i tempi di consegna e il tipo di commissioni richieste. In caso contrario, si rischia di fare una pessima figura e passare per dilettanti alle prime armi che non possiedono le giuste competenze. Meglio due clienti soddisfatti che quattro trascurati: questo è alla base dell’attività freelance.

5. Mantieni rapporti professionali

Infine, per difendere la propria professionalità e le proprie capacità, bisogna mantenere le distanze con i clienti ed essere disponibili quanto basta. Questi consigli sono soprattutto per chi è all’inizio ma è facile che anche i freelance con esperienza si riconoscano e cadano ogni tanto in questi errori. Dopotutto, “errare humanum est” ma attenti a non perseverare.

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2 commenti

  1. Ottimo articolo. E aggiungo anche dell’altro, se me lo permetti.
    Ogni Freelance che si rispetti dovrebbe avere come minimo un blog aziendale o comunque un sito web, come hai fatto giustamente tu perché esso è il mezzo principale di comunicazione e permette ai clienti di far capire chi siamo e cosa facciamo.
    Oltretutto gli articoli servono proprio per esprimerci e mostrare al meglio il nostro lavoro.
    Molti Freelance alle prime armi invece commettono l’enorme sbaglio di sottovalutare il loro stesso lavoro con tariffe troppo basse rovinando il lavoro a noialtri Freelance che ci facciamo comunque pagare e offiamo un lavoro di qualità professionale.
    Ma tornando alla questione sito web e/o blog aziendale…. pensano che averlo su Altervista o altri servizi gratuiti possa bastare e pretendono di guadagnare fin da subito, non hanno invece capito che occorre un minimo d’investimento per fare al meglio il proprio lavoro e avere un minimo di competenze per farlo e se si decide di affidare il compito ad altri conviene che non facciano i parassiti.
    Nel 2012 infatti scrissi un articolo a riguardo e l’ho intitolato giustamente:”Siti web, il loro costo e il problema degli italiani”. (googlando lo trovi facilmente)
    Quindi già l’Italia ha un grave problema di mediocrità mentale, poi si tende a sminuire il nostro lavoro di freelance che è chiaramente innovativo e all’avanguardia e i più ignoranti e disinformati credono che perdiamo tempo tutto il giorno al computer.
    Quindi ci sono un sacco di fattori da tenere in considerazione e che complica ulteriormente il lavoro di noi professionisti.
    Ci sottovalutano però vengono sempre da noi per chiederci una qualsiasi prestazione professionale (ad esempio come nel mio caso come tecnico informatico, grafico, web designer, blogger e reviewer) e mi dicono: “Mi fai questo? Tanto a te che ti ci vuole? Lo fai in pochi minuti” (lo vogliono pure gratis)
    E io gli rispondo: “Hai ragione, fallo tu”.
    Qualcuno ha pure il coraggio e la faccia tosta (per non dire stupidità) di pretendere di farlo con i nostri computer al che io li fermo e dico: “Eh, no… troppo comodo. Lo fai con i mezzi che hai tu a tua disposizione”.
    Dopo di che taglio nettamente con questi individui. Ci conviene.
    Ci fanno perdere solo tempo e denaro.

    1. Ciao Valentino, grazie di essere passato.
      Credo sia importante non smettere di confrontarsi tra noi colleghi. Mi ritrovo molto in quello che dici in effetti. Il nostro lavoro, purtroppo, è ancora molto sottovalutato e la “colpa” è anche di quelli che, essendo alle prime armi, si svendono a tariffe troppo basse danneggiando tutto il mercato.
      Se ci fossero degli standard si riuscirebbe quantomeno a pretendere un equo compenso minimo. Per il momento, è chiaro, le cose sono diverse. Mi auguro che, anche attraverso la condivisione di riflessioni come le nostre, le cose possano cambiare in meglio.

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