Vita freelance

Lasciare il posto fisso per diventare freelance non è sempre una scelta saggia

Il sogno di molti di diventare freelance si spiega essenzialmente con il desiderio di essere liberi e lavorare da casa,  riappropriarsi dei propri tempi e della propria esistenza, per avere più tempo libero, ma soprattutto per fare della propria passione il proprio lavoro. Prima di fare questa scelta, soprattutto nei casi in cui si deve lasciare il lavoro, sarebbe meglio, però, farsi delle domande.

Bisogna, innanzitutto, capire se abbiamo le caratteristiche e la predisposizione ad intraprendere la carriera di libero professionista perché la vita da freelance richiede molti sacrifici. Ad esempio, prima di fare il grande passo, un modo per ammortizzare i primi costi è partire già con qualche collaborazioni “sicura” perché se partiamo da zero dobbiamo preventivare periodi di inattività in attesa di clienti e lavori.

Il freelance deve essere pronto a mettersi in gioco, non ha più un solo superiore ma molti clienti a cui dare conto e non può tirarsi indietro. Inoltre, affinché ci sia una soddisfazione da parte di entrambi, bisogna mantenere sempre buoni rapporti. Lavorare e avere già clienti prima di lasciare il posto fisso è, pertanto, il primo approccio all’universo freelance.

Bisognerebbe, inoltre, documentarsi sull’argomento, leggere anche qualcosa. Sul web ci sono molti libri su come vivere da freelance e non può mancare un incontro dal commercialista per informarsi su costi e tempistiche. Ad esempio, con il regime dei minimi si usufruire di qualche vantaggio ma bisogna comunque versare le tasse allo stato, pagare un commercialista, ecc.

Prima di lasciare un lavoro è opportuno fare un bel resoconto delle spese da sostenere. Un altro dettaglio da valutare è il luogo di lavoro e la gestione del tempo. Chi intraprende la carriera di freelance sogna di lavorare a casa, quindi, bisogna predisporre un ambiente adeguato al lavoro e imparare ad utilizzare il tempo in modo intelligente e produttivo.

Le giornate lavorative bisogna organizzarle, bisogna imporsi delle regole e rispettarle per evitare che il lavoro diventi una prigione e interferisca con la vita privata. Quindi, solo dopo aver analizzato bene la situazione, si può fare una scelta ragionata. Concedersi del tempo per pensarci su è naturale poiché si tratta di una decisione importante.

Diceva Norman Vincent Peale, progenitore del “pensiero positivo”, che “il margine tra successo ed insuccesso è semplicemente la volontà di fare lo sforzo in più, percorrere il chilometro in più, bussare ad una porta in più, sopportare la fatica in più”. Ma non tutti hanno la forza e la costanza di fare questo sforzo “in più” e non perché non sono capaci ma perché, pur desiderandolo, non è nella loro indole, non si sentono a loro agio a vestire i panni da libero professionista.

Tra le cose più importanti da preservare quando si decide di lavorare come freelance ci sono, infatti, l’entusiasmo, la creatività, la forza di rialzarsi e ripartire con nuovi progetti e nuove idee e non è facile riuscirci quando le cose vanno male e la strada è tutta in salita. Oggi si parla tanto di “mollare tutto”, lasciare il posto fisso per diventare freelance ma attenzione, perché se non si è pronti o non si è nella posizione di affrontare anche l’incertezza e la precarietà di questo mondo potrebbe non essere una scelta saggia.

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