La storia di San Girolamo, patrono dei traduttori

La storia di San Girolamo, abbreviazione di Sofronio Eusebio Girolamo, inizia tra il 340 e il 347 dC, periodo della sua nascita, a Stridone, una città al confine tra le province romane della Dalmazia e della Pannonia (ora sul versante italiano del confine italiano – croato). San Girolamo consegue la maturità classica e viene istruito a Roma dal grammatico Donato.

A diciotto anni è battezzato a Roma da Papa Liberio e da giovane inizia a viaggiare in tutto l’impero romano per poi avviarsi agli studi teologici a Trier, in Renania. Si trasferisce ad Aquileia nel 370 dove incontra S. Valeriano. Nel 373 circa si dirige verso l’Oriente. Dal 374 al 379 San Girolamo conduce una vita ascetica nel deserto a sud ovest di Antiochia.

Durante questo periodo entra in contatto con Apollinare di Laodicea, uno dei principali studiosi della Bibbia che hai poi lasciato la Chiesa. Nel 379 viene eletto sacerdote ad Antiochia da San Paolino. A questo punto si reca a Costantinopoli per lo studio delle Scritture sotto San Gregorio Nazianzeno e nel 382 torna a Roma, dove diventa segretario del papa Damaso che gli suggerisce di rivedere le traduzioni dei Vangeli e dei Salmi.

Quando Damaso muore nel 384, San Girolamo deve lasciare Roma perché le sue dure critiche verso la società romana gli avevano creato molti nemici. I suoi viaggi lo riportano ad Antiochia, poi ad Alessandria e, infine, a Betlemme nel 386, dove si stabilisce in un monastero. San Girolamo traduce il Nuovo Testamento in latino e questa traduzione verrà riconosciuta undici secoli dopo dal Concilio di Trento come la versione ufficiale della Bibbia.

Quando nel 410 Roma subisce l’attacco del barbaro Alarico numerosi rifugiati cercano rifugio in Terra Santa. A questo proposito San Gerolamo scrive: “Ho messo da parte tutti i miei studi per aiutarli. Ora dobbiamo tradurre le parole della Scrittura in azioni e invece di parlare sante parole dobbiamo metterle in pratica.” La storia di San Girolamo si conclude a Betlemme dopo una lunga malattia il 30 settembre 420.

Viene sepolto nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a Roma e il suo enorme lavoro guadagna un posto nella storia, principalmente per le sue revisioni e traduzioni della Bibbia. Il suo continuo studio della lingua ebraica e le numerose discussioni con rabbini lo avevano portato alla decisione di intraprendere una nuova traduzione del Vecchio Testamento. Questa nuova traduzione si basava sui testi ebraici di uso corrente e presumibilmente più autentici.

La sua grande umiltà è di buon esempio per tutti i traduttori. San Girolamo Ammetteva gli errori, se necessario, apportava continuamente correzioni e integrazioni. Sebbene canonizzato dalla Chiesa cattolica, la sua opera non era perfetta e lui era il primo a riconoscerlo. D’altra parte, San Girolamo sottolineava che l’accuratezza di una traduzione dipendesse anche dall’affidabilità del testo di partenza: i copisti, spesso, inavvertitamente, commettevano errori che, nei secoli, sarebbero stati ulteriormente modificati e falsati.

I traduttori e gli interpreti di tutto il mondo ora segnano il 30 settembre come il loro giorno di festa, dal momento che San Girolamo è stato nominato santo patrono di bibliotecari, studiosi delle Scritture, studenti e, naturalmente, traduttori e interpreti. Senza di lui, la storia della traduzione sarebbe senza dubbio molto diversa. Ricordando il giorno di San Girolamo, celebriamo il nostro mestiere di traduttori e quello nostri colleghi.

Happy Translation Day!

Marianna Norillo

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