Molte testimonianze storiche ci raccontano che il primo popolo ad avere avuto l’esigenza di comunicare e di affidare alla memoria una traccia fisica dei propri pensieri e della propria cultura è stato quello dei Sumeri intorno al 3200 a.C. Questa prima forma di scrittura nacque ad Uruk, nella bassa Mesopotamia (odierna Iraq), una delle città-stato dei Sumeri e nacque appunto quando i sacerdoti iniziarono ad avvertire la necessità di dover contare le merci che venivano immagazzinate e depositate nei templi. 

Inizialmente, essi usavano i pittogrammi, dei veri e propri disegni che rappresentavano proprio le merci che entravano in magazzino o che venivano usate per le transazioni commerciali, e venivano realizzati su dei gettoni d’argilla di forma diversa a seconda dell’oggetto o dell’animale che rappresentava.  Questo sistema continuò ad essere usato per diversi millenni.

Poi gli amministratori dei magazzini del palazzo del sovrano per non disperdere i gettoni cominciarono ad inserirli in una palla cava di argilla (bulla) sulla quale, sempre tramite dei disegni, venivano indicati il numero di gettoni in essa contenuti che corrispondevano dunque alla quantità di merce registrata.

Successivamente, sia i gettoni che le bulle vennero sostituiti da tavolette di argilla fresca che venivano poi cotte o fatte essiccare al sole, in quanto più piccole, comode da usare e archiviare rispetto alle pesanti palle di creta.

La scrittura ‘protocuneiforme’ delle tavolette di Uruk ebbe un’ulteriore trasformazione nella prima metà del III millennio a.C., quando, per evitare ‘sbavature’ nel tracciare linee curve e per velocizzare la realizzazione del segno, gli scribi preferirono imprimere, con uno stilo a punta, a sezione triangolare, tratti rettilinei a forma di cuneo (dal latino ‘cuneus’=chiodo) scomponendo la parola in sillabe e attribuendo a ciascuna di esse un rispettivo segno dando vita alla cosiddetta scrittura cuneiforme (si consiglia la lettura di approfondimento sulla Calligrafia, un’arte tra scrittura e disegno).

Tuttavia, questo tipo di scrittura, così organizzata, comprendeva un numero vastissimo di segni, ragion per cui imparare a scrivere richiedeva moltissimo tempo ed era considerato un privilegio che solo pochi potevano avere, ossia i funzionari addetti alla ziggurat (costruzione templare caratteristica delle religioni dell’area mesopotamica) meglio ricordati come scribi. Ovviamente, la scrittura iniziava a diventare sinonimo di “scienza”, seppur limitata a concetti commerciali, e dunque chi possedeva tale abilità, deteneva anche un grande potere amministrativo delle ricchezze dello Stato e supportava i re nelle loro decisioni.

Nonostante tali testimonianze storiche, è chiaro che ulteriori studi hanno rilevato che una precisa “invenzione della scrittura” possa aver avuto origine in luoghi diversi e mediante forme e tempistiche differenti. A tal riguardo, un primo riferimento può essere fatto a quei codici di scrittura usati in Messico dal popolo degli Olmechi, codici che sono stati considerati una sorta di anticipazione dei più noti Glifi Maja, in uso già dal VI secolo a.C., oppure a quel complesso di ideogrammi utilizzati nel nord della Cina intorno al 1200 a.C., sviluppati poi nei moderni caratteri cinesi o ancora la scrittura geroglifica in Egitto, la cui invenzione è stata attribuita al dio Thoth (in merito ai vari tipi di scrittura è interessante conoscere l’odierna differenza in quella manuale tra Corsivo e Stampatello). 

A partire dal VIII secolo si diffuse poi un particolare sistema di scrittura, di derivazione fenicia detta “fonografica” poiché costituita da segni che esprimevano suoni ma che inizialmente corrispondevano alle sole consonanti e solo successivamente, a partire dal XVI secolo a.C., tale sistema è stato arricchito e completato dai Greci anche con l’introduzione delle vocali avvicinandosi alla realizzazione di un vero e proprio alfabeto moderno dove ogni fonema (suono del linguaggio) corrisponde ad una lettera o grafema (segno elementare che rappresenta l’unità linguistica minima della scrittura).

Di sicuro va detto che l’invenzione e la nascita della scrittura è particolarmente importante perché essa segna un significativo passaggio temporale che va dalla Preistoria, che inizia con la comparsa dell’uomo e termina proprio introno al 3500-3000 a.C., alla Storia, che da quegli anni prosegue fino ai giorni nostri, vestendo un ruolo fondamentale nel processo di civilizzazione e di crescita culturale dell’uomo (nell’ambito della scrittura si consiglia di approfondire anche la lettura delle varie Tecniche di Scrittura).

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