I 99 consigli di scrittura di Anton Cechov

A prima vista potrebbe non sembrare così ma il libro “Senza trama e senza finale” di Anton Cechov, scrittore e drammaturgo russo, oltre a regalarvi una lettura molto piacevole, racchiude numerosi e preziosi consigli di scrittura in un certo senso “involontari”. 

Quanti di voi, tra scrittori e appassionati di web writing, sono in cerca di consigli di struttura per carpire qualche piccolo segrete e da chi se non dai grandi del passato che con la loro saggezza possono illuminare il nostro percorso? Anton Cechov è senza dubbio uno di questi grandi personaggi da cui è possibile trarre spunti e suggerimenti anche in modo quasi “involontario” senza che i loro siano volutamente dei consigli su come scrivere.

Sto parlando dell’opera, purtroppo poco conosciuta, “Senza trama e senza finale”, ricavata dal suo epistolario, attraverso cui l’autore esprime la sua idea, sul ruolo dello scrittore nella società, sulle tecniche di scrittura per rendere solida la struttura del testo e il rapporto tra autore e opera. Tra le più significative trovate quelle relativi alle descrizione degli stati d’animo e sui personaggi.

Non descrivere lo stato d’animo dei personaggi e fare in modo che scaturisca dalle loro azioni.
[lettera ad Aleksandr Cechov, 19 maggio 1886]

E’ un errore voler mettere in scena un gran numero di personaggi. Centro di gravità devono essere due soli: lui e lei.

[lettera ad Aleksandr Cechov, 19 maggio 1886]

Per ciò che riguarda la mattia mentale o fisica e i ricordi, Anton Cechov dichiara di attendersi ad una regola molto semplice:

Personalmente mi attendo a questa regola: dei malati raffiguro solo quel tanto che è caratteristico, o quel tanto che c’è in loro di pittoresco. Con le malattie, invece, ho paura di spaventare.
[lettera a Elena Savrova, 28 febbraio 1895]

Io so scrivere solo sui ricordi, non ho mai scritto direttamente, dalla natura. Io ho bisogno che la memoria decanti il soggetto, e che in essa, come in un filtro, rimanga solo quel che è importante o tipico.
[lettera a Fedor Batiuskov, 15 dicembre 1897]

E per concludere, ritorniamo al titolo della raccolta con questo suggerimento:

Prendi qualcosa dalla vita reale, d’ogni giorno, senza trama e senza finale.

[lettera ad Aleksandr Cechov, 16 giugno 1887]

Marianna Norillo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *