Found in Translation è il nome dell’interessantissimo progetto della designer e illustratrice Anjana Iyer, nata a Mumbai ma residente in Nuova Zelanda, che, attraverso un serie di poetiche e suggestive immagini, ha cercato di spiegare il significato di 41 parole intraducibili che non hanno corrispondenza nelle altre lingue straniere.

Questo lavoro rientra nel più ampio “100 Days Project”, iniziativa realizzata con l’intento di incoraggiare e stimolare gli artisti a trascorrere 100 giorni dedicandosi alla creazione di ciò che amano di più. Avviato diversi anni fa da Emma Rogan, designer neozelandese di talento, ha subito attirato l’attenzione di Anjana che, attraverso un meetup creativo di Auckland, ha deciso di partecipare per migliorare le sue abilità illustrative.

“Volevo che il mio progetto per “100 Days Project” avesse qualcosa di abbastanza interessante da fare ogni singolo giorno. Imparare lingue straniere ha sempre esercitato un forte fascino su di me e un giorno mi è capitato di imbattermi in un articolo che riguardava le 14 parole che non hanno equivalenti in inglese su The Week.

Sapevo di voler impostare il mio progetto sulle illustrazioni, dal momento che è quello che faccio da almeno due anni,  e questo era un modo perfetto per migliorare le mie capacità.” In realtà,  Anjana Iyer abbandona il progetto iniziato nell’abito dei 100 giorni dopo 41 giorni a causa di impegni professionali e personali.

Tuttavia, questo diventa ben presto molto amato e apprezzato e la sua diffusione è virale tanto da convincere Anyana a proseguire con la serie di illustrazioni di altre parole intraducibili. La scelta delle parole in questione è abbastanza intuitiva. Generalmente la designer indiana cerca di trovare quelle alle quale sia possibile relazionare cose, fatti e persone conosciute nella propria vita.

“Per esempio, la parola Yiddish Shlimazl (che fa riferimento ad una persona perennemente sfortunata), mi ha ricordato un compagno di classe che aveva moltissima sfortuna a scuola e con i professori.” Ovviamente ci sono parole che si amano più di altre e Anjana ne ha una.

Iktsuarpok è la mia parola preferita, semplicemente perché ha un forte significato. Sta per “attesa”, dell’autobus che deve arrivare o dell’amore della tua vita e descrive perfettamente il senso di angoscia interiore che ne deriva. Dal punto di vista dell’illustrazione, poi, sono molto contenta di come sia venuta la parola Schadenfreude. E’ stato divertente realizzarla.”

Ecco a voi alcune delle suggestive illustrazioni di Anjana Iyer. Buona visione!

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