Forbes Magazine: il futuro è di chi ha un lavoro freelance

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Forbes una delle riviste di economia e finanza più autorevoli in circolazione, ne è sicura: il lavoro del futuro è il lavoro freelance. Professionisti in servizi di traduzione, grafica, giornalismo e servizi di scrittura per il web o per magazine cartacei  entro il 2020, in America, saranno circa il 40% dei lavoratori americani tra i quali già ben 30milioni svolgono un lavoro freelance.

La nostra società sta cambiando ogni giorno sempre più velocemente e chi ha un lavoro da dipendente non sempre è convinto di riuscire a svolgerlo per tutta la vita. Sono tanti i dipendenti statali o di aziende private che dopo anni di onorato servizio decidono di lasciare il posto fisso per seguire le loro inclinazioni personali, dare forma ad un progetto e crearsi un lavoro freelance.

Altri, dopo aver tentato in ogni modo di trovare lavoro, cambiano rotta e iniziano a concentrarsi sulle loro passioni per dare vita a qualcosa di nuovo. Il lavoro per tutta la vita non esiste più ma anche la mentalità sta cambiando, non solo la quantità di posti fissi disponibile. I giovani hanno voglia di sentirsi padroni delle loro competenze e liberi di poterle sfruttare come meglio credono.

Questa è la dimostrazione che non sempre, anzi quasi mai, il denaro e le sicurezze possono fare la felicità e che sono, invece, le idee e le passioni a rendere possibile il vero coronamento di un sogno. Mettersi in proprio richiede sacrifici notevoli ma la soddisfazione di vedersi finalmente realizzati e in modo assolutamente completo vince su tutto.

In Italia, purtroppo, il lavoro freelance è ancora poco considerato dalle politiche nazionali e il “popolo delle partite Iva” fa fatica a sbarcare il lunario e a garantirsi un certo margine di crescita in questo contesto di elevata precarietà. I dati dell’Acta e della Cgia di Mestre mostrano che, per i freelance italiani, il rischio povertà è dietro l’angolo: dal 2008 a oggi oltre 34o mila lavoratori autonomi hanno chiuso le proprie attività.

Ma non disperiamo perché Freelancer.com, uno dei siti di outsourcing più conosciuti a livello internazionale, dichiara che, anche nello stivale, quella di esternalizzare sta diventando una pratica in costante aumento. Nel 2013 un’altissima percentuale delle piccole e medie imprese italiane ha affidato buona parte delle mansioni proprio a lavoratori autonomi, freelance e collaboratori esterni, ritenendosi soddisfatta.

Che sia l’inizio di una svolta anche per il Bel Paese? Lo scopriremo solo vivendo. Un fatto è certo: il numero dei lavoratori autonomi americani si duplicherà nei prossimi anni e non sarà per caso o per necessità ma per scelta. Mettersi in gioco, diventare indipendente e trovare un lavoro freelance sono i veri sogni nel cassetto del domani.

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