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Essere freelance: la mia giornata tipo

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Iniziamo con il dire che essere freelance richiede tanta ma tanta flessibilità. Questo significa che spesso le emergenze o urgenze stravolgono completamente la giornata tipo e ci si ritrova a fare tutt’altro rispetto a quanto si era pianificato. Eh sì “pianificato” perché nonostante tutto per essere freelance bisogna anche riuscire a pianificare, a creare cioè una tabella di marcia, cui fare riferimento in modo da non trasformare il lavoro in un’attività h24 e senza regole.

Essere freelance di mattina

La flessibilità resta la keyword di ogni freelance e per questo è difficile che ci siano delle vere giornate tipo. Ci sono dei “riti” ricorrenti, però, che io, ad esempio, mi ritrovo a compiere quasi tutti i giorni se non tutti. La prima cosa che faccio quando mi sveglio verso le 9 è attivare lo smartphone per controllare diversi account mail e piattaforme social quali Facebook e Instagram. Lo faccio ogni mattina per assicurarmi che non ci siano richieste, quesiti, commenti e domande irrisolte da parte di clienti, fan e follower.

La seconda cosa che faccio è alzarmi e andare a fare colazione che non ha mai un orario fisso dal momento che il precedente controllo di mail e social richiede tempi diversi in base alla giornata. Una volta fatta colazione mi trasferisco dallo smartphone al computer stavolta seduta decentemente alla mia postazione di lavoro, allestita direttamente nel salotto di casa mia, rigorosamente in pantofole (alla quale ammetto di preferire il divano in foto).

A questo punto accendo il computer, controllo di nuovo le mail  e verso le 10:00 inizio a scrivere e/o tradurre in base alle commissioni attive. Dopo circa due ore faccio una pausa per leggere un po’ di news da Internet o direttamente da Facebook su cui poi proseguo a lavorare un po’ sulle pagine o sui siti dei miei vari progetti web e quando trovo qualcosa di simpatico o interessante lo condivido con i fan. Questa fase mi prende almeno un’oretta e fino all’ora di pranzo.

Essere freelance di pomeriggio

Il pomeriggio ricomincia verso le 15:00 e di solito se non ci sono progetti esterni in corso o richieste particolari di qualche committente che ha una certa urgenza lo dedico a MariannaNorillo.it e al mio travel blog Ti racconto un viaggio per scrivere qualcosa di nuovo e migliorare alcuni aspetti sia tecnici che di contenuto. Il tempo che resta è utilizzato per fare un po’ di networking, per monitorare i risultati  di traffico e visite su Google Analytics o per interfacciarmi con i clienti e fare il punto su le varie commissioni che mi sono state assegnate.

Chiaramente in base al tipo di giornata quest’ordine può e deve essere stravolto. Ci sono giorni in cui inizio dalle relazioni con i clienti e finisco scrivendo gli ultimi articoli perché ho una scadenza in serata, altri invece in cui non posso fare altro che dedicarmi ai lavori commissionati e sono costretta a tralasciare tutto il resto perché mi viene richiesta un’urgenza totale. In casi come questo sono costretta a rimandare tutti i piani di lavoro al giorno successivo o perfino a data da destinarsi.

Non l’ho inserita nella giornata tipo ma la fatturazione rientra in uno dei compiti più importanti, delicati e noiosi dell’essere freelance. Io non faccio fatture tutti i giorni (magari!) però quando sono da preparare e consegnare mi prendono tempo perché bisogna stare attenti a compilarle in modo corretto, con i dati giusti e la giusta ordinazione. E se poi ne capitano due o tre in’unica giornata parte della giornata tipo salta quasi del tutto e l’esaurimento è servito.

E voi avete una giornata tipo da quando siete freelance o vi alzate e “que sera, sera”?

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