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Daniel Pennac: tariffario dei traduttori come quello degli psicanalisti

Che il lavoro di traduzione sia sottovalutato e sottopagato è ormai risaputo ma che il tariffario dei traduttori meriterebbe di essere come quello degli psicanalisti è una novità. A dirlo è Daniel Pennac, il cui vero nome è Daniel Pennacchioni, scrittore francese nato nel 1944 a Casablanca, in Marocco. Dopo gli studi a Nizza diventa insegnante.

La sua avventura nel mondo della scrittura inizia con i libri per bambini e con la serie “La Saga Malaussène”, che racconta la storia di Benjamin Malaussène e della sua famiglia a Belleville, a Parigi. Il suo stile di scrittura è divertente e fantasioso nella “La Saga Malaussène” mentre si fa più asciutto nel suo saggio pedagogico “Come un romanzo”.

Nel 2000 pubblica anche un fumetto dal titolo “Gli esuberati” con i disegni di Jacques Tardi, che tratta il tema della disoccupazione e rivela le sue preoccupazioni sociali. Daniel Pennac è molto conosciuto e letto anche in Italia. Dei suoi libri abbiamo tutte le traduzioni in italiano e le sue storie si prestano molto anche alla rappresentazione scenica.

Non è un caso se molti teatri italiano decidono di inserire nella programmazione annuale adattamenti di opere come “L’occhio del lupo”o “Diario di un corpo”. Il merito va, quindi, soprattutto ai traduttori di Pennac anzi alla traduttrice ufficiale dei suoi romanzi, Yasmina Melaouah, con la quale c’è grande sinergia.

Lo scrittore ci racconta che nel caso del romanzo “La petite merchande de prose” Yasmina ha intuito che tradurre il titolo alla lettera sarebbe stato pesante e pedante, quindi ha inventato di sana piana una parola ad hoc, “La prosivendola”. Trovata assolutamente geniale! Insomma, tradurre un testo significa comprenderlo in tutta la sua interezza cercando di entrare in profondità come farebbe uno psicanalista con il suo paziente.

Ma se il meccanismo alla base dei due mestieri è simile sul piano dell’indagine e dell’empatia, non possiamo dire lo stesso a livello di retribuzione economica, purtroppo. Perché i traduttori a differenza degli scrittori fanno fatica ad ottenere il giusto riconoscimento. E a questo proposito, Daniel Pennac, durante un convegno, ha affermato:

D’ora in avanti bisognerebbe che i traduttori, tradizionalmente sottopagati, venissero pagati con lo stesso tariffario degli psicanalisti”.

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2 commenti

  1. Christiane Bürklein dice:

    Articolo fantastico e io so perché mio figlio si chiama Benjamin Un omaggio a Pennac, letto durante i mesi di gravidanza grazie al grandissimo lavoro di Yasmina Melaouah… Che dici, iniziamo a farlo girare questo articolo che la gente capisce cosa facciamo?

    1. Marianna Norillo dice:

      Grazie mille cara Christiane! Certo che sì, forza tutta con le condivisioni. Che sia la volta buona!

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