Consigli di scrittura dal premio Pulitzer Cormac McCarthy

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Cormac McCarthy, scrittore e drammaturgo americano, debutta con Il guardiano del frutteto, suo primo romanzo, pubblicato nel 1965 e vincitore del premio Faulkner. Da qui una carriera tutta in salita e tanti consigli di scrittura utili anche a noi web writer. Le sovvenzioni e borse di studio successive gli hanno permesso di continuare a scrivere romanzi come Il buio fuori del 1968, Figlio di Dio del 1973 e Suttree del 1979. 

Questi primi lavori hanno confermato e solidificato la sua reputazione letteraria, relativamente sconosciuta fino a Meridiano di sangue del 1985. Durante gli anni ’90 McCarthy è, poi, diventato famoso per i suoi western letterari della Trilogia della frontiera: Cavalli selvaggi (1992), Oltre il confine (1994) e Città della pianura (1998). Altri suoi romanzi celebri sono Non è un paese per vecchi (2005) e La strada (2006), vincitore del premio Pulitzer.

Ma c’è un’altra opera del 2006 che gli appartiene e che ha avuto un grande successo: è il testo teatrale Sunset Limited, pubblicato anche in Italia e adattato per un film televisivo di Tommy Lee Jones nel 2011. Cormac McCarthy ci confessa che sono in molti a chiedergli consigli di scrittura per ottenere notorietà e consensi ma la prima cosa che egli suggerisce è di scrivere con amore e di appassionarsi davvero alla scrittura:

“Mi piace quello che faccio… Alcuni scrittori hanno detto che odiano scrivere. Era soltanto una fastidiosa scocciatura. Io non la penso certamente così. Talvolta è difficile. Hai in testa un’immagine perfetta, che non riesci mai a concretizzare ma continui sempre a provarci. Comunque, io penso che alla radice ci sia questa immagine interiore di qualcosa di assolutamente perfetto. E quest’immagine è il tuo faro, la tua guida. Ma non arriverai mai a destinazione… Eppure senza di essa, non si va da nessuna parte“.

Insomma, bisogna dare delle proprie ambizioni degli obiettivi da raggiungere. Che tu ci riesca non importa. Ciò che conta è averne tanti in cui credere e dedicare se stessi. Perché quest’immagine, questa guida sono tutto per uno scrittore e non esiste un metodo o un preciso programma di lavoro alcune persone mi chiedono se costruisco a tavolino tutta la trama. La mia risposta è no. Significherebbe la morte. Voglio dire, non si può programmare tutto a tavolino“.

Fissati gli obiettivi, lo step successivo è quello di mettersi all’opera il prima possibile e iniziare a scrivere davvero invece di pensarlo soltanto: “Si perde un sacco di tempo pensando a come scrivere un libro ma non dovreste parlarne. Dovreste farlo“. Non fa bene alla nostra salute mentale, dichiara lo scrittore, domandarsi per mesi e anni come scrivere un libro invece di provarci direttamente.

Se sei bravo e ti viene facile scrivere non sarà che una delle attività quotidiane da svolgere ogni giorno con naturalezza: “Qualcuno ha chiesto a Flannery O’ Connor perché aveva fatto la scrittrice e lei ha detto: “Perché ero brava a farlo”. E secondo me questa è la risposta giusta. Se sei bravo a fare qualcosa, è molto difficile non farla. Se parli con persone anziane che hanno avuto una vita felice, inevitabilmente uno su due ti dirà: “La cosa più significativa della mia vita è che ho avuto una fortuna straordinaria“.

Troppo spesso dubitiamo delle nostre capacità e sprechiamo il nostro tempo facendoci delle domande a cui poi raramente facciamo seguire delle azioni concrete ma dovremmo e dovremmo sforzarci di più e giocarci tutto per riuscire a trovare le risposte, a trovare la nostra strada. Dopotutto, come potremmo mai sapere qual è la nostra strada se non ne prendiamo mai una?

Marianna Norillo

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