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L’aziendalese o corporatese: il nemico della buona scrittura

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Non sopporto l’aziendalese (o corporatese, da corporate, azienda) e tutti quei discorsi artefatti che, spesso, mi capita di leggere su giornali o siti specializzati e non capisco perché in alcuni ambiti si deva per forza cercare di far apparire i concetti più sofisticati di quello che sono in realtà. L’aziendalese è un bel problema perché oltre ad essere fastidioso allontana le persone dall’informazione che diventa in un certo senso elitaria.

Dalle “soluzioni integrate”, ai paradigmi all’implementazione il lessico dell’aziendalese diventa sempre più ricco e più incomprensibile per il lettore medio e soprattutto se il testo in questione dovrebbe rappresentare un’azienda, raccontare un servizio, proporre un prodotto capite bene che l’impressione finale non sarà proprio delle più chiare con il rischio di allontanare un numero significativo di potenziali clienti.

Insomma, l’aziendalese o corporatese va tenuto a distanza di sicurezza perché, purtroppo, la tentazione di utilizzarlo vista la sua massiccia diffusione dai media ai canali tv ai giornali, è sempre molto forte.  Eppure esprimersi in modo più semplice, più vivo e più concreto non può che facilitare, a tutti i livelli di comunicazione, l’interazione con il nostro interlocutore. Al bando, quindi:

  • consulenza a tutto campo
  • aggiornato in tempo reale
  • tra virgolette
  • influenzare pesantemente
  • monitorare
  • a livello di discorso di vendita
  • toccare con mano
  • puntuale e preciso
  • è un discorso da gestire
  • impatto e approccio
  • una bella fetta di mercato
  • modelli di implementazione
  • le sinergie sono finalizzate a
  • posizionato nella fascia alta
  • valenza strategica
  • integrato / integrazione
  • a 360 gradi
  • problematiche
  • sinergie
  • orientato a
  • flessibilità
  • valore aggiunto
  • operativamente
  • gestionale
  • molteplice

…e tutte quelle parole inglesi non necessarie, per le quali esiste una bella parola italiana corrispondente!

Se volete saperne di più e se volete liberarvi dell’aziendalese, potete scaricare questo utilissimo PDF “Il plain language: quando le istituzioni si fanno capire” di Daniele Fortis.

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